Rivalutazione pensioni 2017: ecco cosa succederà dal prossimo anno

La rivalutazione pensioni 2017 non ci sarà. A confermarlo è un decreto del Ministero dell’Economia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 17 novembre. Il testo in questione indica l’inflazione che, in via di previsione, dovrà essere applicata a partire dal gennaio del prossimo anno. Il tasso fissato è pari allo zero.

Adeguamento pensioni: i dati ufficiali

Ancora una volta non si potrà parlare di adeguamento dei trattamenti pensionistici all’inflazione. La rivalutazione pensioni 2017 non ci sarà in quanto la variazione effettiva dell’inflazione ha segno negativo e valore 0,1%. Questo dato vale sia per quanto riguarda il confronto con l’anno precedente, sia per quel che concerne i primi nove mesi del 2016.

Per capire meglio il processo è bene ricordare che l’adeguamento dei trattamenti pensionistici alla variazione dei prezzi si divide in due fasi. La prima prevede un aggiustamento sulla base dell’inflazione dei primi nove mesi dell’anno precedente. Contestualmente avviene l’individuazione del dato definitivo per l’anno in corso.

La situazione del mese di novembre 2016 da questo punto di vista non è molto differente rispetto a quella dell’anno scorso: un decreto ministeriale depositato in GU ha ancora una volta fissato la rivalutazione a zero. Ciò significa che nel 2017 non si potrà parlare di conguagli sulle pensioni.

Rivalutazione nulla: cosa succede al piano del Governo?

Questo stato di cose relativo alla rivalutazione pensioni 2017 mette i bastoni tra le ruote ai piani dell’esecutivo, che aveva previsto, confidando nella ripresa, il recupero della maggiorazione sull’indicizzazione risalente al 2014. I riferimenti normativi in merito riguardano la legge 208/2015, che faceva slittare di un anno il conguaglio che avrebbe dovuto essere applicato a partire dallo scorso 1° gennaio.

Economia e pensioni: un rapporto profondo

Il quadro della rivalutazione pensioni 2017 è il frutto di un rallentamento economico che si protrae ormai da anni e che sta coinvolgendo anche i trattamenti previdenziali. Nel 2015, con il varo del Decreto Legislativo 65, l’esecutivo è intervenuto per rendere meno grave la situazione relativa all’oscillazione negativa del PIL quinquennale, dato direttamente collegato alla rivalutazione dei contributi previdenziali.

Con il suddetto DL si è cercato di evitare anche che la svalutazione dei prezzi dei beni di consumo intaccasse i trattamenti pensionistici.

Perequazioni 2017: cosa sapere sugli indici

Per completare il panorama relativo a rivalutazione pensioni 2017 è utile ricordare che gli indici di perequazione, anche per il prossimo anno, saranno gli stessi previsti dall’articolo 1 della Legge 147/2013. Questo riferimento normativo parla di un adeguamento pieno per le pensioni tre volte superiori al trattamento minimo Inps.

Per i trattamenti compresi tra le tre e le quattro volte la pensione minima Inps, invece, si considera un adeguamento del 95%. Il limite minimo è un adeguamento del 45%, che riguarda le pensioni uguali o superiori a sei volte il trattamento minimo Inps.

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